Finalisti 2026

 

Federico pelà

Il progetto

Un abito sartoriale per una bottiglia che racconta Torino. Il progetto di Federico Pelà nasce da un dualismo preciso e consapevole: la fascia inferiore richiama l'artigianalità storica del vermut, mentre la sovrapposizione bianca con il taglio diagonale proietta il prodotto verso una modernità sofisticata e senza tempo.

Al centro dell'etichetta, il toro — simbolo iconico della città — sovrasta un calice in una posa stilizzata che bilancia forza e raffinatezza. La denominazione "VERMUT" occupa lo spazio con peso visivo deciso, realizzata in nero lucido serigrafico di spessore materico. A fare da contrappunto, un verso poetico in script calligrafico percorre diagonalmente la bottiglia, evocando l'atmosfera e l'ora torinese per eccellenza. Parole che radicano il prodotto nel tempo e nel luogo che lo hanno generato.

Il sistema fasciante si compone di due carte sovrapposte più un bollino circolare. Le nobilitazioni — finitura argentata a caldo, debossing e dettagli in oro metallizzato — completano il racconto, aggiungendo profondità tattile e qualità percepita.

Il risultato è un'etichetta che invita alla rotazione fisica del prodotto, trasformando l'atto di tenere in mano la bottiglia in un'esperienza tattile e narrativa.

Bio

Federico Pelà è un graphic e motion designer freelance specializzato in branding, packaging e comunicazione visiva. Il suo lavoro si concentra in particolare sul design di etichette e sull’identità di prodotto, ambiti nei quali ricerca, metodo e attenzione al dettaglio guidano ogni scelta progettuale. La formazione presso la Scuola Mohole e l’esperienza maturata nel contesto della grande distribuzione gli hanno permesso di sviluppare una visione concreta e strategica del rapporto tra prodotto, scaffale e consumatore.

Advision

Il progetto

Il Vermouth di Torino non nasce solo da una ricetta, ma da una cultura. E quella cultura ha un volto preciso: i portici di Torino, spazi di passaggio e memoria dove la città si racconta tra caffè storici, volte, prospettive, luci e ombre.

L'etichetta è composta da due strati sovrapposti. Lo strato superiore è attraversato in diagonale dai portici sabaudi: le volte ad arco sono fustellate, lasciando affiorare il vetro scuro della bottiglia in un gioco di pieni e vuoti. I pattern geometrici includono anche il Toro, richiamo diretto alla pavimentazione di Piazza San Carlo.

Una fascia diagonale porta con sé le parole chiave del progetto: "Tradizione piemontese, da antichi saperi e nuove visioni". Le nobilitazioni — lamina rame, bassorilievo texturizzato e braille in vernice lucida — rendono la superficie parte dell'esperienza.

Anche il naming è una scelta precisa: "Vermut", non "Vermouth". Un atto di riappropriazione dell'italianità che inizia dalla parola stessa.

Bio

Agenzia indipendente di branding, packaging design e comunicazione integrata italiana, Advision è una realtà immersa tra i vigneti della Valpolicella.

Si definiscono “un’agenzia di creativi, ma con la fissa della funzionalità. Comunichiamo per mestiere e ricerchiamo il bello per passione.

DAVID ARONA

Il progetto

Rappresentare il Vermouth di Torino IGP significa confrontarsi con un immaginario fortemente codificato. Più che reinterpretarlo, il progetto di David Arona ne ricerca una sintesi visiva. 

Toro, Mole Antonelliana, alambicco, artemisia e paesaggio vitivinicolo vengono estratti dalla loro rappresentazione tradizionale e trasformati in segni essenziali a tratto lineare. 

Un processo progettuale di sottrazione che elimina il superfluo per concentrarsi sugli elementi capaci di rendere ogni simbolo immediatamente riconoscibile. 

Tradizione e contemporaneità convivono attraverso due linguaggi complementari: da un lato la tipografia serif, che conserva il legame con la storia e l'identità del Vermouth di Torino; dall'altro un sistema illustrativo contemporaneo, costruito attraverso un tratto uniforme, essenziale e rigoroso. 

Due registri distinti che dialogano senza sovrapporsi, definendo un equilibrio misurato tra memoria e progetto. 

L'embossing trasforma l'illustrazione in un elemento materico e tridimensionale, dove luce e ombra diventano parte integrante della composizione e contribuiscono alla percezione tattile dell'etichetta. 

Il dato variabile declina il sistema in sei composizioni differenti, mantenendo coerenza visiva, riconoscibilità e unità di gamma. 

Bio

David Arona è un Graphic & Visual Designer con oltre vent’anni di esperienza nel settore della comunicazione visiva.
Dopo aver maturato esperienza come Art Director all’interno di agenzie pubblicitarie, oggi si occupa di brand identity, packaging design e label design. 

Il suo approccio progettuale unisce ricerca, sintesi e attenzione al dettaglio, con l’obiettivo di costruire sistemi visivi capaci di valorizzare prodotti, territori e brand. 

Studio Nosce — Sabrina D'Amicis & Domenico Piro

Il progetto

Un ponte visivo tra storia e innovazione, costruito a mano. Il progetto di Studio Nosce si articola su due livelli narrativi che si sovrappongono in un'unica composizione densa e riconoscibile.

Il primo livello celebra Torino attraverso tre simboli araldici — corona, croce sabauda, toro — che inquadrano il nome "Vermouth di Torino" come una finestra di luce al centro dell'etichetta: il vero magnete visivo, ad impatto immediato.

Il secondo livello è la natura. Piante e spezie si intrecciano in un pattern Liberty fluido e disegnato a mano, in cui linee curve e organiche mimano l'infusione delle erbe nel vino. Ogni segno è un omaggio al tempo e alla cura artigianale racchiusi in ogni bottiglia.

La carta cotone esalta la matericità dell'etichetta, aggiungendo profondità e tridimensionalità. La lamina rossa a caldo e il dato variabile sui motivi floreali completano un progetto che trasforma la visione in esperienza sensoriale.

Bio

Studio Nosce è uno studio di visual design nato con una missione chiara: non essere mai noioso. Quando un'idea esce fuori dagli schemi, l'obiettivo diventa uno solo: progettarla attorno lo spazio perfetto in cui esprimersi. Ricerca e osservazione dei dettagli guidano ogni suo progetto, unendo strategia, estetica e funzionalità per dare forma a storie che lasciano il segno.

Nicola Rausse

Il progetto

Un'etichetta contemporanea, giovane, visivamente accattivante. Il progetto di Nicola Rausse nasce da una parola chiave precisa: dinamismo. E lo persegue con coerenza, dalla tipografia all'illustrazione.

La scritta "Vermouth di Torino" reinterpreta manualmente il font Jamboree, in un lettering che si fonde con il toro — protagonista dell'illustrazione — in uno stile grezzo che evoca la stampa serigrafica. Un richiamo all'anima industriale ma artistica di Torino, alla possibilità di industrializzare il gesto senza perderne l'energia.

Tra gli elementi del territorio piemontese compaiono le cime del Monviso, il fiume Po, il Toret — la tipica fontanella pubblica di Torino — e l'artemisia, botanica simbolo del vermouth. Dettagli in lamina oro donano all'etichetta una spinta più classica ed elegante, instaurando un dialogo con le forme più moderne del lettering.

Bio

Nicola Rausse è un giovane graphic designer formatosi presso l’Accademia LABA di Brescia, dove studia Graphic Design, per proseguire poi il proprio percorso all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove approfondisce i linguaggi dell’arte contemporanea e della comunicazione culturale. La sua pratica si muove tra progettazione grafica, editoria e sperimentazione visiva. Vive e lavora in Veneto. 

Hellobarrio — Andrea Viberti

Il progetto

CIN CIN è il punto di partenza: un gesto semplice, antico e universale che racchiude convivialità, rituale e aperitivo. Da qui hellobarrio costruisce un’identità visiva per il Vermouth di Torino capace di unire memoria e contemporaneità. Il concept nasce dalla V di Vermouth, trasformata in un segno grafico dominante: una forma diagonale, tridimensionale e dinamica che attraversa l’etichetta e diventa struttura dell’intero sistema visivo. Il lettering si innesta nel segno, generando un’identità immediata, riconoscibile e scalabile sulla gamma attraverso variazioni cromatiche e combinazioni visive. 

La componente materica rafforza il carattere del progetto: carta bianca naturale, lamina scura, embossing e verniciature costruiscono un’esperienza tattile oltre che visiva. Il dato variabile introduce glifi ispirati agli ingredienti del Vermouth, diversi per ogni etichetta, trasformando la botanica del prodotto in un linguaggio grafico vivo e mutevole. Il risultato è un’etichetta dal carattere forte, contemporaneo e profondamente legato al rituale del bere insieme: un’identità pensata per distinguersi, raccontare una storia e brindare al futuro del Vermouth di Torino.

Bio

Andrea Viberti è designer, docente e direttore creativo di Hellobarrio, studio di comunicazione visiva fondato nel 2016. Laureato al Politecnico di Torino in Disegno Industriale ed Eco Design, Andrea è attivo nel panorama italiano contemporaneo della comunicazione visiva. Lavora tra brand identity, grafica, digital design e narrazione strategica, con metodo e ricerca. È docente e coordinatore del corso triennale in Graphic Design presso IED Torino.

Visualya

Il progetto

Un manifesto futurista per il Vermouth di Torino IGP. Il progetto di Visualya trasforma l'etichetta in un'icona territoriale e culturale, attingendo al linguaggio della grafica italiana degli anni Venti e Trenta: geometrie nette, diagonali dinamiche, campiture piene e l'energia compositiva di Depero.

Al centro domina il toro rosso, simbolo di Torino, scomposto in forme essenziali e volumetriche. Non una semplice illustrazione, ma un segno identitario: potente, urbano, memorabile. Sul fondo, il pattern ispirato alla volta della Mole Antonelliana diventa filigrana architettonica del territorio, senza ricorrere a citazioni descrittive.

La palette — rosso vermouth, nero, avorio, oro e blu — costruisce un equilibrio tra heritage ed eleganza. La tipografia monumentale rafforza la presenza del nome e rende l'etichetta riconoscibile a colpo d'occhio.

Le nobilitazioni non sono decorative: lamina, embossing e vernici serigrafiche creano contrasti tattili che amplificano il carattere manifesto dell'etichetta. Il dato variabile arricchisce la composizione con parole che raccontano i valori del progetto, trasformando ogni bottiglia in un piccolo manifesto da leggere.

Bio

Roberta Pellegrino e Marco Spataro sono compagni di vita e soci fondatori di Visualya. Dopo aver maturato esperienze professionali nei settori del fashion, del graphic design, dell’architettura, del web e dell’advertising, nel 2000 hanno unito le proprie competenze dando vita a Visualforce, oggi Visualya – The Visionary Boutique. Da oltre venticinque anni sviluppano progetti di branding, packaging, web design, fotografia, video e comunicazione per brand dei settori wine, luxury, food e fashion, distinguendosi per uno stile essenziale, riconoscibile e fortemente orientato all’innovazione. 

Manolito Cortese

Il progetto

Torino custodisce la sua storia nell'architettura. È da qui che parte Manolito Cortese: dal motivo ornamentale ricorrente nel cortile del Palazzo del Risorgimento e nel Teatro Regio — la stella ottagonale — estratto, semplificato e trasformato nel modulo generativo dell'intera identità visiva.

Il pattern che ne deriva è vivace, immediato, capace di costruire un racconto territoriale senza ricorrere a simboli scontati. I colori — rosso, blu, oro, ocra — dialogano con calore e carattere, portando sulla bottiglia l'energia decorativa della città. Le nobilitazioni — lamina a caldo e rilievo — esaltano gli elementi chiave del design, aggiungendo profondità tattile e qualità percepita.

La stampa a dato variabile, con variabili cromatiche della stella ottagonale, rende ogni etichetta unica. Forme essenziali e palette riconoscibile generano un'identità visiva versatile, capace di vivere con la stessa forza sull'etichetta e sui materiali di comunicazione.

Bio

Manolito Cortese nasce ad Augsburg nel 1973. Dopo il diploma al Liceo Artistico di Cosenza, frequenta il corso di Illustrazione e Grafica presso lo IED di Roma. Dal 1996 collabora con importanti agenzie di

comunicazione e, nel 1997, inizia il rapporto professionale con la distilleria Caffo, seguendone immagine coordinata, packaging e branding.

Dal 2018 è Art Director del Gruppo Caffo, dove opera all’interno del reparto creativo.

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